venerdì 24 agosto 2012

Ora Apple punta ad Android: violerebbe almeno 76 brevetti di Cupertino


64 pagine di presentazione di Apple elencano 76 brevetti violati da Android in una lista che la stessa azienda definisce limitata. E’ sempre più evidente come il vero obiettivo di Apple non sia Samsung ma semplicemente bloccare la diffusione di Android, che l’azienda californiana reputa lo strumento dei clonatori di smartphone e tablet.

Uno dei molti documenti emersi durante il processo che vede confrontarsi Apple e Samsung sposta significativamente l’attenzione da Samsung ad Android in generale. Il punto fondamentale è ben individuato: Samsung è un partner strategico per Apple; la piattaforma software Android fa ampio uso di proprietà intellettuali di Apple senza il permesso di Apple; Android è stato progettato per portare le aziende ad imitare il design del prodotto e la strategia di iPhone; la scelta di Samsung di utilizzare Android senza licenza mina le relazioni fra Samsung ed Apple. Nelle 64 slide il focus di Apple è quindi non solo su Samsung, ma più ampiamente su Android, che Apple continua a considerare il principale motivi di infrazione dei suoi brevetti registrati. Nel lungo documento la Mela passa in rassegna le tecnologie impiegate da Android che farebbero uso dei brevetti detenuti da Apple, senza che questi fossero opportunamente licenziati. “Apple ha individuato decine di esempi in cui Android sta utilizzando o inducendo altri a utilizzare tecnologia brevettata da Apple” si legge nel documento “Molti brevetti Apple sono rilevanti per la piattaforma Android; Apple non ha autorizzato l'uso di uno di questi brevetti”. All'interno della presentazione sono riportate diverse tecnologie impiegate sul sistema di Mountain View ed è la stessa Apple a contare 76 brevetti violati, 30 dei quali vengono esemplificati in maniera più dettagliata con un analisi più approfondita specifica per il telefono Samsung; un elenco che Cupertino definisce limitato, lasciando intendere una violazione potenzialmente ben più ampia. Il PDF è particolarmente rilevante perché identifica la causa delle problematiche precisamente nel sistema operativo di Google e non semplicemente nella sua implementazione dispositivi di Samsung. L’obiettivo principale - come fu lo stesso Steve Jobs a dichiarare - resta dunque Android, che Apple considera ancora una volta il reale responsabile della violazione dei suoi brevetti.

Fonte: Samsung’s Use of Apple Patents in Smartphones

Nuovo record storico delle AAPL: Apple è la società più capitalizzata della storia


Nella giornata del 20 Agosto gli scambi a Wall Street hanno consentito alle AAPL di Cupertino di raggiungere un nuovo record: con il valore di 623,52 miliardi di dollari Apple diventa la società più capitalizzata della storia della borsa, superando anche la Microsoft del 1999, che aveva toccato il valore di 618,89 miliardi di dollari, suo massimo di sempre.

Apple è da tempo la società più capitalizzata alla borsa di New York, ma il 20 Agosto ha stabilito un altro record: è la società più capitalizzata della storia. La Mela con l'ennesimo balzo di valore e la chiusura a 665,15 dollari (ma con un massimo di giornata di 665,15), ha battuto la rivale di sempre, Microsoft, che il 30 dicembre del 1999 aveva raggiunto il suo massimo, una cifra che era di 618,89 miliardi di dollari. Oggi Apple ha toccato invece i 623,52 miliardi di dollari. 


Inutile dire che il record del 20 Agosto e quelli conseguiti a ripetizione da AAPL nel corso degli ultimi giorni, sono dovuti alle attese che ruotano intorno all'evento di settembre durante il quale Apple potrebbe rinnovare interamente la sua linea di dispositivi portatili. Qualche analista alcuni mesi fa aveva teorizzato un titolo Apple a quota 1000 dollari, una previsione che non ha avuto molto credito. Come quella di coloro che alcuni anni fa avessero previsto una Apple sopra quota 600 miliardi di dollari di valore di capitalizzazione.

iPhone 5 : Le nano-sim


Il nuovo iPhone 5 impiegherà le nano-SIM. Dopo l’anticipazione del Financial Times che pochi giorni fa ha descritto la corsa all’acquisto delle nano-SIM da parte degli operatori mobile europei partner di Apple, la nuova ulteriore conferma arriva da una anticipazione di Boy Genius Report secondo il quale AT&T e altri operatori starebbero già testando sul campo le nuove nano-SIM fornite da Apple con adattatori, Le prove sui network cellulari e il comportamento delle nano-SIM è in corso su dispositivi standard per i test, in attesa dell’arrivo del nuovo iPhone.
Non è possibile stabilire il grado di attendibilità delle voci in circolazione sul nuovo iPhone, a maggior ragione per BGR che in passato ha fornito diverse anticipazioni ma non sempre confermate sui futuri piani della Mela. Sull’impiego delle nuove nano-SIM risulta decisamente più attendibile il Financial Times.
Negli scorsi giorni sono circolate in rete numerose immagini e anche un video del nuovo presunto chassis in metallo del nuovo iPhone 5, più sottile e con forma allungata per ospitare uno schermo più ampio da circa 4 pollici di diagonale e connettore mini Dock. Sempre secondo informazioni captate tra gli addetti ai lavori BGR riporta che il nuovo smartphone della Mela sarà un terminale 4G LTE, dotato di 1GB di memoria RAM, quindi il doppio rispetto all’iPhone 4S infine integrerà anche un chip NFC per i pagamenti sicuri e i trasferimenti di dati contactless. Si tratta di specifice verosimili ma, come per tutte le anticipazioni, occorre un po’ di precauzione.

fonte : macitynet.it

Windows 8 sarà disponibile dal 26 Ottobre











E’ ufficiale: Windows 8 sarà in vendita dal 26 Ottobre. Per la prima volta Microsoft offrirà un sistema operativo studiato per tablet e pc, cercando di entrare a far parte del mercato delle “tavolette“, fino ad oggi dominato dall’ iPad di Apple, che come unici concorrenti ha i device con sistema operativo Android di Google. Windows è oggi su circa un miliardo di pc al mondo, ora la sfida di Microsoft è replicare questo scenario anche sulla nuova era dell’informartica, oltre al desktop; Microsoft si appresta a mettere sul mercato anche un device a marchio proprio (Surface) e ha annunciato lunedi a San Francisco una nuova versione di Office, con le applicazioni utilizzabili in modalità touch.

Fonti: GalaxyDevice

Google acquisisce Sparrow: novità per la posta su Android?

Importanti novità in casa Google! Sparrow, famoso programma per la gestione delle email uscito per la piattaforma MAC e successivamente su iOS, è stato acquistato da Google! 

Siamo lieti di annunciare che Sparrow è stata acquisita da Google!
Ci preoccupiamo molto sul modo di comunicare tra persone e abbiamo fatto del nostro meglio per offrirti l’esperienza mailing più intuitiva e piacevole.
Ora stiamo entrare nel team di Gmail per ottenere un successo maggiore e ampliare il progetto realizzando meglio insieme a Google.
Vorremmo estendere un ringraziamento speciale a tutti i nostri utenti che ci hanno sostenuto, che ci hanno consigliato, che ci hanno dato feedback preziosi e permesso di costruire un’applicazione di posta migliore. Mentre lavoreremo su cose nuove in Google, continueremo a supportare Sparrow.
Abbiamo fatto una esperienza incredibile e non possiamo mai ringraziarvi abbastanza.
Avanti tutta!
 Uscita da circa 4 mesi su iPhone, Sparrow e il suo Team adesso entrano definitivamente in Google e il pensiero va ovviamente a Gmail e al client di posta di Android o di altri prodotti Google. Non resta che attendere e vedere l’evolversi di questa nuova acquisizione. Cosa aspettarsi?

Fonte: android.hdblog.it

Microsoft, UE indaga su Windows RT


Non bastasse la grana europea del ballot screen per la scelta del browser non più presente in Windows 7 (SP1), da Bruxelles arriva la notizia di un ulteriore aspetto preso in considerazione dall’indagine della Commissione. Sotto osservazione ci è infatti finito anche Windows 8, o per meglio dire la versione specifica per architettura ARM nota con il nome commerciale di Windows RT.
Anche in questo caso il problema è la scelta del browser, o meglio la possibilità di installare un browser di terze parti diverso da quello presente di default sul sistema (Internet Explorer 10). In maniera non dissimile a quanto già succede su iOS (che pure prevede con diversi limiti la presenza di alternative), in ambiente Metro (presumibilmente la modalità operativa più indicata per i tablet e altri gadget mobile) IE10 sarà l’unico browser accettato.
Della scelta di Microsoft di troncare il supporto ai browser “alternativi” si era già lamentata Mozilla con le autorità statunitensi, parlando di comportamento anti-competitivo con la mancanza di API cruciali per lo sviluppo di software performante per piattaforma Windows RT/Metro.
Ma l’indagine della UE – almeno per quanto riguarda Windows RT – potrebbe anche concludersi con un nulla di fatto: la situazione di mercato per i gadget mobile è molto diversa rispetto al mercato dei sistemi operativi per Personal Computer, e Microsoft gioca di rimessa in un settore attualmente polarizzato attorno ai due grandi competitor Google (Android) e Apple (iOS).
Alfonso Maruccia


Microsoft sta attraversando una fase creativa: Windows 8, Surface, Windows Phone 8 e adesso Office 2013. E, ancora una volta, la tentazione a cui Redmond non ha saputo resistere è stata quella dibuttarsi sulla nuvola: la versione 15 della suite per ufficio è fortemente orientata al concetto di cloud, sia per l’utilizzo che per i servizi, tanto che la demo messa a disposizione dei consumatori è essenzialmente quello che fino a pochi giorni fa era Office 365 per le aziende. Ma fa un salto avanti, verso quello che Steve Ballmer dal palco chiama senza mezzi termini “l’Office moderno”.
Nel corso della lunga presentazione che ha introdotto il nuovo Office, Skydrive ha interpretato ad esempio un ruolo da protagonista: la nuova versione 2013 del pacchetto salva di default i file nella nuvola storage di Microsoft, così che l’utente possa accedere ai suoi file da ovunque abbia a disposizione una connessione. Questo significa collegarsi dal PC di casa ai file elaborati in ufficio, con la possibilità di riprendere esattamente da dove si era lasciato in sospeso, ma anche dal cellulare o da un tablet. E, con le funzionalità 365, potenzialmente qualsiasi PC connesso in Rete può fungere da “terminale”: si effettua il login, si scarica il codice e si lancia una sessione di Word, o di Excel, o di qualsiasi programma del pacchetto sulla macchina. Quando si chiude il programma si cancellerà automaticamente.
A dimostrazione dell’importanza della nuvola nelle mire di Microsoft, per il momento non sono state rilasciateindicazioni precise sui pacchetti “tradizionali” che saranno disponibili per Office 2013 (quelli monolitici, venduti anche su CD insomma), ma solo informazioni riguardo l’offerta cloud: se è lecito aspettarsi che Office verrà distribuito nelle classiche versioni Home&Student, Small Business, Pro ed Enterprise, per il momento si sa già che la versione 365 sarà declinata in 4 varianti: Home Premium (5 postazioni, per il mercato consumer), Small Business Premium (10 dipedenti con fino a 5 postazioni ciascuno, compresi Infopath e Lync), Pro Plus (25 dipendenti con 5 postazioni ciascuno), Enterprise (comprende anche Exchange). Naturalmente i prezzi a cui saranno offerte queste versioni sarannoun fattore cruciale per ponderare quanto queste novità saranno appetibili per i consumatori.

 Restano da comprendere le motivazione dietro questa svolta cloud. Uno degli scenari che va imponendosi nell’informatica moderna è quello denominato BYOD: Bring Your Own Device, letteralmente porta il tuo dispositivo. In pratica si va diffondendo l’esigenza di consentire l’utilizzo dello stesso software su più apparecchi, sfuggendo alla vecchia idea della licenza perpetua legata al singolo hardware. La versione Home Premium di Office 365 va esattamente in questa direzione: il singolo consumatore che possiede un PC, un tablet, un telefono, e che punta a sincronizzare documenti e impostazioni tra i diversi device senza doversi preoccupare troppo di complesse condizioni d’uso e licenze violate. Mancando indicazioni su quanto costeranno queste sottoscrizioni 365 è presto per tirare le somme sulla bontà dell’offerta (e men che meno fornire informazioni su come verrà percepita dai potenziali acquirenti), ma è senz’altro una svolta interessante per Office.
Sul piano tecnico, come detto una delle principali novità è l’introduzione massiccia di SkyDrive nel paradigma di Office: assieme alla demo viene scaricata un’estensione per lo storage remoto analoga come esperienza d’uso a quella di Dropbox, con una cartella che compare nelle Risorse del Computer e nella Tray, costantemente aggiornata e sincronizzata. Altro pezzo forte è l’integrazione di Skype: dalla finestra di Outlook, ad esempio, si potranno effettuare direttamente chiamate ai contatti della propria lista, ma più in generale Microsoft tenta di integrare il Web e i social network dentro Office. Per esempio registrando il proprio account LinkedIn e Facebook dentro Outlook e tenendosi aggiornati sugli status, gli avatar e le attività dei propri contatti nella stessa finestra in cui si leggono le email. Per le aziende, Microsoft ha reso noto che anche il neo-acquisito social network Yammersarà integrato.
Sul piano dell’interfaccia, Office mantiene il paradigma Ribbon ma lo converte in un formato meno intrusivo: l’aspetto delle finestre è bidimensionale, in linea con quello che dovrebbe avere Windows 8 al suo rilascio (bye bye Aero), e si può nascondere il grosso delle icone e delle scorciatoie dietro una tendina che compare solo quando il mouse si dirige verso la parte alta dello schermo. L’impostazione resta profondamente legata al vecchio desktop, niente concessioni eccessive a Metro (essenzialmente migliorate le transizioni e inseriti effetti grafici per offrire feedback visivo all’utente, ma non molto di più almeno per il momento), ma nel complesso il restyling sembra funzionare anche per chi utilizza Windows attraverso le dita o lo stilo. Per questi ultimi c’è anche un “touch mode” che ingrandisce alcuni elementi dell’interfaccia e gestisce diversamente l’input a schermo, ma non è da escludere che successivamente questa modalità possa evolversi per tendere un po’ di più allo stile Metro di quanto non faccia adesso.
L’installazione stessa di Office 2013 in questa demo è peculiare: il pacchetto base per avviarlo pesa meno di 1 megabyte, e a partire da quest’ultimo si inizia a scaricare gradualmente i componenti delle varie applicazioni. Non c’è bisogno di aspettare moltissimo, con una connessione a banda larga, per iniziare a usare il software: un messaggio in una finestra informa che occorre del tempo per poter utilizzare Office mentre si è offline, ma che si può iniziare da subito a cliccare sulle icone e editare i propri documenti attingendo ai dati nella nuvola per comporre funzionalità e interfaccia. I requisiti di sistema complessivi parlando di meno di 4GB di spazio libero sul disco, 1GB di RAM (2 se si utilizza la versione 64bit), risoluzione minima di 1024×576 (ma grafica DirectX10 necessaria) e processore da almeno 1GHz: le prove effettuate su una macchina Pentium4 non mostrano problemi nell’utilizzo del software a questo stadio.
Ci sono poi piccoli o grandi miglioramenti nelle diverse parti della suite: Word può editare documenti PDF, i video YouTube possono essere direttamente embeddati all’interno di una presentazione o di un documento di testo, Excel impara a suggerire auto-completamenti appropriati in base a quanto appreso dall’attività dell’utente, PowerPoint ha una modalità di visulizzazione apposta per il presentatore in modo da fornire feedback su tempo trascorso, prossima diapositiva, appunti ecc. Alcune di queste funzionalità sono state mostrate direttamente sul palco, in particolar modo le capacità di collaborazione multi-autore e multi-applicazione.
Infine, anche Windows RT e Mac saranno della partita. Come preannunciato, la versione di Windows per processori ARM avrà a bordo di serie una peculiare versione dedicata della suite (Word, Excel, PowerPoint e OneNote), e par di capire che invece per i computer Apple si prospetti l’integrazione nell’offerta 365: un cambiamento significativo rispetto al ritmo di release attuale, solitamente sfalsato di almeno 12 mesi rispetto alla versione Windows e spesso con caratteristiche peculiari. Per quest’ultimo dettaglio, tuttavia, occorrerà attendere ancora: dichiarazioni precise al riguardo non sono state fatte, e pertanto non è da escludere che come nel caso di Office 2013 saranno disponibili pacchetti da acquistare in negozio o online del tutto analoghi all’attuale offerta Office 2011. CD e licenze vecchio stile non andranno definitivamente in soffitta: “non ancora” ha chiosato Steve Ballmer in conclusione del suo keynote.
Luca Annunziata

Iphone 5 monterà una versione 2.0 di Siri?


L’Iphone 5 sarà, molto probabilmente, equipaggiato di una versione 2.0 della famosa applicazione Siri.Come molti di voi ben sapranno Siri è un sistema di riconoscimento vocale nato per supportare funzionalità vocali diverse. Il problema è che la versione montata sull’Iphone 4s ha destato non poco malcontento; c ‘è stato un consumatore americano che ha organizzato una class action contro l’azienda di Cupertino sostenendo che Siri non è all’altezza delle promesse fatte dalle Apple.
Per l’Iphone 5, invece, pare sia stata implementata una versione 2.0 capace, tra le altre cose, di procedere alla lettura di e-book, documenti ed e-mail (funzionalità molto utile se si sta guidando o svolgendo altre attività).
Ancora Siri dovrebbe funzionare come un vero e proprio assistente personale nel fornire informazioni sui prodotti durante un’esperienza di shopping. Infine dovrebbe essere perfettamente integrato su tutti gli altri device che montano IOS 6.
Microsoft ha già dotato il suo Windows Phone 8 di un avanzato sistema di riconoscimento vocale così come Google con il suo Jelly Bean. Alla Apple, pertato, non resta che dotare il nuovo Iphone 5 di un sistema all’altezza della concorrenza se non vuole farsi schiacciare dal mercato.

Fonte: OptiBlog

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mercoledì 15 agosto 2012

Addio a Flash mobile: da oggi la tecnologia di Adobe abbandonata anche da Android


La data del 15 agosto 2012 coincide con la fine di Flash anche su Android, la piattaforma mobile che più di ogni altra aveva puntato sulla tecnologia di Adobe. Spazio ad HTML 5 ma anche una conferma dei dubbi prime e delle scelte poi effettuate da Apple che ha sempre evidenziato la problematicità della tecnologia e il suo deleterio effetto sui consumi dei dispositivi mobile.

Oggi 15 agosto 2012 si può annunciare senza timore di smentita la fine ufficiale di Flash in versione mobile. Come già avevamo sottolineato, con l’arrivo di Jelly Bean, Adobe ha deciso di non supportare più la sua tecnologia per il futuro, mentre al data di oggi segna la rimozione di Flash anche da Google Play.
Chi non avesse ancora scaricato il plug-in per il suo cellulare Android non potrà più farlo (non attraverso il Google Play per i dispositivi non certificati da Adobe) sebbene l’azienda abbia assicurato eventuale supporto per tutti i dispositivi compatibili che ne faranno ancora uso. Il saluto alla piattaforma mobile più diffusa simboleggia la bandiera bianca per una tecnologia sulla quale le decisioni strategiche intraprese da Steve Jobs hanno sicuramente giocato un ruolo importante a seguito della rivoluzione del mercato mobile perpetrata negli ultimi anni da iPhone e iPad.
Il co-fondatore della Mela ha sempre addotto motivazioni tecniche riguardo alla sua scelta di negare l’ingresso a Flash su iOS; altri osservatori hanno invece sostenuto che la decisione di Jobs derivasse da una vendetta personale nei confronti di Adobe, che negli anni bui, precedenti la “resurrezione” commerciale di Apple aveva sempre snobbato Mac OS X, preferendo concentrarsi su Windows per la promozione e lo sviluppo dei suoi software principali.
L’abbandono anche di Android sembrerebbe rendere giustizia alle motivazioni di Jobs; Adobe ora si concentrerà sull’emergente tecnologia HTML5, sebbene Flash resti ancora parte integrante dell’esperienza di navigazione desktop classica, dove la sua diffusione è molto più radicata e una migrazione ad HTML5 sarà sicuramente più lunga.
Fonti:; Macity.net